SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

  • ORDINAZIONI DIACONALI

    In occasione dell'inizio dell'anno pastorale verranno ordinati i seminaristi Andrea, Francesco e Gioacchino

  • La nuova sede del Seminario

    Il 15 dicembre 2009 è stata inaugurata la nuova sede del Seminario arcivescovile di Monreale.

  • Seminario di Monreale 2016

  • Progetto educativo

    Il 26 maggio 2016 è stato approvato dall'arcivescovo il Progetto educativo del Seminario di Monreale, già voluto da Mons. Cataldo Naro e portato avanti da Mons. Di Cristina e dal Consiglio presbiterale.

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09September Don Giuseppe Ruggirello è il nuovo Rettore del Seminario di Monreale

Don Giuseppe Ruggirello è il nuovo rettore del seminario arcivescovile di Monreale. Con i suoi 33 anni, è il più giovane di Sicilia e, forse, d’Italia. L’annuncio lo ha dato l’arcivescovo Michele Pennisi, nel corso dell’ordinazione presbiterale di don Calogero Latino, nella ricorrenza dei 45 anni di ordinazione sacerdotale di mons. Pennisi.

Don Ruggirello, già vicerettore del seminario, subentra ad don Antonino Licciardi, che per motivi di salute aveva dato mesi fa le sue dimissioni al vescovo. L’Arcivescovo dopo una serie di consultazioni  ha chiamato don Giuseppe per l’incarico più delicato per la vita di una diocesi: la formazione e il discernimento di giovani che chiedono di offrire la loro vita a servizio della Chiesa di Monreale nel ministero presbiterale. Una scelta felice, visto l’impegno e la gioia con cui questo giovane sacerdote si spende sul territorio, testimoniata non soltanto dai fedeli, ma da tutti coloro che lo conoscono (dal comunicato www.diocesimonreale.it).

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06September Ordinazione diaconale di Gioacchino Capizzi, Francesco Di Maggio e Andrea Palmeri

 
17September Ordinazione presbiterale di Calogero Latino

 
01July Campo ministranti (26-28 agosto 2017)

 

L'estate è senz'altro tempo di sole, di svago, di relax... ma anche tempo per gli amici e per esperienze che ci portano a conoscere luoghi, mete nuove, persone. Anche quest'anno tra le iniziative estive rivolte ai nostri cari ministranti (dai 12 ai 16 anni) c'è l'atteso Camposcuola nell’Abbazia di Santa Maria del Bosco, dal 26 al 28 agosto 2017.

 

Il Campo Ministranti, come negli anni passati, è organizzato dal Seminario Arcivescovile di Monreale in collaborazione con l'Ufficio Diocesano per la Pastorale delle Vocazioni, l’Ufficio Liturgico diocesano ed la Pastorale giovanile. Tali collaborazioni ci consentono di pensare durante l'anno a delle iniziative ed attività comuni, nell’ottica di una pastorale integrata e di un servizio al compito educativo verso le giovani generazioni, dal quale nessuno di noi si può esimere. E' così che pensiamo e organizziamo la Giornata dei ministranti (nel mese di Ottobre) e il Concorso dei ministranti in memoria di "Onofrio Schirò" (il giovedì santo per la Messa crismale).

 

Alzati, va' e non temere! è il titolo del Campo Ministranti, nel quale attraverso il gioco, i momenti formativi, l’escursione nel bosco, la conoscenza del territorio e dei personaggi illustri, il confronto reciproco e la preghiera, desideriamo aiutare i ragazzi a vivere l’esperienza del servizio liturgico, che già svolgono in parrocchia, come un’occasione di crescita nella fede, vissuta come impegno personale e di gruppo.

 

 

Luogo: Abbazia di S. Maria del Bosco (Contessa Entellina)

Contributo spese campo: € 40 (da dare al parroco o al responsabile al momento dell’adesione)

Adesioni: ONLINE entro e non oltre il 31 luglio 2017 (chiuse al raggiungimento del numero).



NOTE TECNICHE (per i partecipanti):
- Comunicare eventuali intolleranze alimentari ed allergie.
- Portare corredo bagno (tovaglie, sapone, dentifricio, spazzolino); lenzuola e cuscino; scarpe da tennis; giacca a vento e/o Felpa e/o K-way; strumenti musicali.
Costume da bagno e ciabatte plastica (doccia);

- Tunichetta.



PER ISCRIVERSI (compilare il seguente modulo online):

https://goo.gl/forms/ELnBfG3oulnzaRSd2

 
15March Ascoltare le ragioni di chi sta imparando a vivere “come se Dio non ci fosse”

Il prossimo Sinodo dei Vescovi 2018 dal titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, è assai promettente per la vita della Chiesa, così come per la vita delle singole diocesi. Senza giri di parole, lo aveva già evidenziato nel 2010 il teologo Armando Matteo nel suo libro “La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede”, sottolineando come quello dei giovani e la relativa trasmissione della fede, è il tema che deciderà la “sopravvivenza” del cristianesimo, soprattutto nel contesto europeo, sempre più relativista e secolarizzato.

I lineamenta, elaborati dalla segreteria del Sinodo insieme ad un questionario, ed inviati a tutte le chiese locali, secondo il modello di consultazione universale già adottato per i due Sinodi sulla Famiglia, sembrano tenerne conto, soprattutto nella prima parte. Infatti, lì viene tratteggiata un’analisi del contesto storico e socio-antropologico delle nuove generazioni, che tuttavia, nonostante l’intento universale del documento preparatorio, risente fortemente di una prospettiva europocentrica, o almeno, occidentale.

A mio giudizio, una espressione del documento preparatorio risulta essere tra le sfide più decisive che il Sinodo e le singole chiese dovranno affrontare, quasi la cifra per cogliere con lungimiranza la necessità di una conversione pastorale: “i giovani non si pongono ‘contro’, ma stanno imparando a vivere ‘senza’ il Dio presentato dal Vangelo e ‘senza’ la Chiesa, salvo affidarsi a forme di religiosità e spiritualità alternative e poco istituzionalizzate o rifugiarsi in sette o esperienze religiose a forte matrice identitaria”.

Guardando indietro tutto ciò traduce quanto papa Benedetto XVI aveva già denunciato, capovolgendo il famoso assioma illuminista dell’etsi Deus non daretur, e sostenendo che “anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse”. La ‘scommessa’ di Pascal, infatti, sarebbe più plausibile e ragionevole del vivere “come se Dio non ci fosse”. Ancora una volta è proprio questa la sfida lanciata apertamente alla chiesa, in riferimento a chi non le riconosce più una autorità o un motivo di esistenza. Se ciò sia vero, relativamente ai nostri giovani – anche solo in parte – avremo la possibilità di sondarlo cogliendo l’occasione del Sinodo, che altrimenti si trasformerà in un mero esercizio di indagine sociologica.

Nella recente intervista rilasciata da Papa Francesco al giornale tedesco Die Zeit, il pontefice affronta anche il tema della crisi di vocazioni ed osserva che “è un problema grave ed enorme” e “la Chiesa dovrà risolverlo”. Infatti, dove non ci sono sacerdoti manca l’Eucaristia e “una Chiesa senza l’Eucaristia non ha la forza: la Chiesa fa l’Eucaristia ma l’Eucaristia fa la Chiesa”. E continua dicendo che “se mancano le vocazioni sacerdotali è perché manca la preghiera. Il Signore ha detto: pregate! Questo è quello che manca: la preghiera. E manca il lavoro con i giovani, che cercano orientamento”. È importante il lavoro con i giovani, ma non bisogna cadere nel proselitismo: è importante infatti anche una selezione, perché se non c’è una vera vocazione poi sarà il popolo a soffrire”.

In questa ottica si colloca l’iniziativa lanciata a livello nazionale dalla pastorale giovanile, di pensare ad un cammino sinodale in tre tappe. La parola d’ordine è Ascolto! Serve, anzi è urgente, mettersi in ascolto delle giovani generazioni, dei loro sogni e dubbi, del loro disagio e delle loro delusioni, fragilità e scoraggiamenti. L’ascolto, dunque, caratterizza la prima tappa, con un’attenzione particolare ai contesti sociali e territoriali in cui vivono i nostri giovani e ad una verifica delle prassi pastorali. Segue la seconda tappa, più marcatamente missionaria, con la presenza di una “tenda” da collocare nelle piazze, per andare incontro, dialogare, ascoltare i giovani. La terza tappa, infine, vede la proposta dei cammini o dei pellegrinaggi, per coinvolgere i giovani in un’esperienza che li metta in moto e che diventi parabola esistenziale del cammino della vita, da orientare verso una meta.

Come diocesi, la pastorale giovanile e quella vocazionale hanno approntato un questionario online, da far girare sui social network, come ulteriore strumento per raggiungere anche chi più difficilmente si potrà incontrare fisicamente, credente e non credente. Nella totale libertà e riservatezza si potrà compilare il modulo, rispondendo sia a domande a risposta multipla, sia a domande a risposta aperta. Anche la segreteria del Sinodo dei vescovi ha pensato di lanciarne uno entro la prossima Pasqua, perché i giovani dei cinque continenti possano dire la propria. La proposta arriva da Papa Francesco che nel messaggio rivolto ai giovani, chiede loro di essere protagonisti, perché ciascuno possa esprimere liberamente cosa si attende dalla Chiesa, aiutandola nel suo discernimento pastorale. L’intento è che dall’ascolto si comprenda meglio la via per comunicare e trasmettere in modo efficace e profetico la fede in Cristo Gesù e tutti possano sperimentare la gioia del Vangelo.

 

Inutile ribadire quanto già sappiamo: molto dipenderà proprio dalla testimonianza dei credenti e dalla docilità all’azione dello Spirito Santo nel discernere i segni dei tempi. La santità credibile ed incarnata orienterà poi i passi successivi della proposta vocazionale e del relativo discernimento.

 

 
24February Lectio di Quaresima 2017

Ancora una volta è l’apostolo Paolo che ci accompagnerà nel tempo quaresimale con le parole rivolte ai Colossesi. Le lectio, come ormai consuetudine, sono aperte a tutti coloro che desiderano vivere nell’ascolto della Parola di Dio la preparazione alla Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù.

Questa lettera è anzitutto uno scritto polemico contro coloro che a Colosse (città dell'Asia Minore, non molto lontana da Èfeso) mettevano in discussione il primato di Cristo. Paolo ribadisce la centralità di Cristo, capo della creazione e della Chiesa, che lui ha acquistato e ricongiunto al Padre con il suo sacrificio sulla croce. Al tempo stesso l'apostolo esorta i fedeli a una vita coerente con la fede che essi professano.

Ci troviamo di fronte al nucleo centrale della predicazione di Paolo: Cristo è al di sopra di tutto e di tutti; per mezzo di lui Dio ha creato l'universo, ha liberato i credenti da una condizione di schiavitù, li ha radunati nel corpo della Chiesa (1,11-20). Nella parte esortativa dello scritto emerge la novità cristiana, caratterizzata dalla preghiera e da sentimenti e gesti di sincerità, di pace, di accettazione reciproca (3,18-4,6). Interessante è la notizia dello scambio di lettere paoline tra le comunità (4,16).

 

Vi attendiamo, come sempre, numerosi, presso la sede del Seminario Arcivescovile di Monreale (via Piave 32 - Quartiere Ciambra), i mercoledì di Quaresima alle ore 21:00, a partire dall'8 marzo 2017.

 
01March Ministero dell'Accolitato a Marco Tortomasi (20 marzo 2017)

 
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