SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Il Seminario, istituzione primaria della diocesi

Il direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi, Apostolorum Successores, emanato dalla Congregazione per i Vescovi il 22 febbraio 2004, festa della Cattedra di S. Pietro, dedica il Cap. IV al ministero del Vescovo nella Chiesa Particolare e al par. V, nn. 84-91, tratta del Seminario, definendolo “istituzione primaria della diocesi” e raccomanda al Vescovo di farne “oggetto delle cure più intense e assidue del suo ufficio pastorale, perché dai Seminari dipendono in gran parte la continuità e la fecondità del ministero sacerdotale della Chiesa” (n. 84).

Tale affermazione ci apre a un orizzonte destinato ad allargarsi progressivamente, in proporzione alla sua attuazione: se è vero che da cosa nasce cosa, da un amorevole interesse per la vita del Seminario, testimoniato dal Vescovo, non potrà che nascere una più consapevole e affettuosa attenzione del clero, dei religiosi e del popolo di Dio, nei confronti di questa “comunità ecclesiale peculiare che forma i futuri presbiteri ad immagine di Gesù Cristo, Buon Pastore” (n. 85), che è il Seminario.

Questa testimonianza si manifesta con la frequente visita del Vescovo al Seminario, per intrattenersi cordialmente con i seminaristi: tale visita va vista “come uno dei momenti importanti della sua missione episcopale, in quanto la sua presenza in seminario aiuta ad inserire questa peculiare comunità nella Chiesa particolare, la sprona a conseguire la finalità pastorale della formazione e a dare il senso di Chiesa ai giovani candidati al sacerdozio” (n. 88).

L’incontro diretto e informale con gli alunni favorirà la conoscenza personale e alimenterà la familiarità e l’amicizia con loro; consentirà di valutare le inclinazioni, le attitudini, le doti umane ed intellettuali di ciascuno ed anche gli aspetti della loro personalità che necessitano di una maggior cura educativa; darà modo di vagliare meglio l’idoneità dei candidati al sacerdozio e di confrontare il suo giudizio con quello dei superiori del seminario che è alla base della promozione al sacramento dell’ordine (cf. ib.). In quanto primo responsabile della formazione sacerdotale, è ovvio che il Vescovo terrà frequenti contatti personali con la comunità educativa del seminario, in segno di fiducia, per animarli nel loro operato e per sollecitarli, mentre avanza il percorso formativo, a fornire informazioni precise sulla situazione e il profitto degli alunni, assicurandosi mediante scrutiniche ciascuno dei candidati sia idoneo per i sacri ordini e pienamente deciso a vivere le esigenze del sacerdozio cattolico (cf. n. 90).

Strumento per la formazione dei seminaristi, sarà il Progetto Formativo del seminario e il Regolamento, articolati secondo i principi stabiliti dalla Ratio Fundamentalis Institutionis Sacerdotalis,  dagli altri documenti della Santa Sede e dalla Ratio Institutionis Sacerdotalis data dalla CEI, nonché dalle necessità concrete della Chiesa particolare, con l’obiettivo fondamentale di raggiungere la configurazione dei seminaristi a Cristo capo e pastore, nell’esercizio della carità pastorale. L’esempio del Vescovo avrà come conseguenza un rilancio della pastorale vocazionale, tesa a provvedere alla sufficienza numerica dei sacri ministri, sia stimolando nelle famiglie e nelle comunità ecclesiali la responsabilità di suscitare vocazioni per il servizio dei fratelli e l’edificazione del Popolo di Dio, sia fomentando nei sacerdoti, soprattutto  nei parroci, l’impegno per dare continuità alla loro missione divina, come naturale conseguenza dello spirito apostolico e dell’amore alla Chiesa (cf. 91). 

Antonino Licciardi

(Giorn8tto, aprile 2013) 

 

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