SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Mi fido di te!

"Mi fido di te!" È questo il titolo dell'evento dell'Anno della fede rivolto a seminaristi, novizi, novizie e di quanto sono in cammino vocazionale, dal 4 al 7 luglio a Roma!


E perciò mi faccio pellegrino …verso la Città eterna...

Anche noi siamo qui, pronti all’appuntamento, dopo un lungo viaggio col nostro pulmino! Nel pomeriggio del 4 ci siamo recati in pellegrinaggio alla tomba di Pietro. Dopo l'inizio ai Giardini di Castel Sant’Angelo, il corteo si è sviluppato per tutta via della Conciliazione per terminare sul Sagrato di san Pietro. Dopo aver fatto, sotto l'obelisco, la Professione di fede, ciascuno secondo la propria lingua, siamo entrati in Basilica fino all’Altare della Confessione, dove si trova la tomba dell’Apostolo. Usciti nuovamente fuori, abbiamo ascoltato una riflessione del Card. A. Comastri, il quale rivolgendosi a circa 5.000 giovani ha detto: "Siate testimoni della bellezza della fedeltà. Proprio la fedeltà è il miglior regalo che possiate fare agli uomini contemporanei che vivono sempre di più le scelte della vita a scadenza".

 

…guardando ai testimoni…

La mattinata del 5 è stata interamente dedicata alle catechesi per gruppi linguistici sul tema: "La vocazione nel Concilio Vaticano II". Noi siamo stati alla Chiesa del Gesù e alla Basilica dei dodici apostoli: abbiamo seguito le catechesi di Mons. Parmeggiani, vescovo di Tivoli, e partecipato alla Messa presieduta da Mons. Castellani, vescovo di Lucca.

Nel pomeriggio abbiamo fatto una bellissima esperienza: una visita meditata ad alcuni luoghi sacri che ospitano le reliquie di diversi santi che rappresentano una tappa importante per il cammino vocazionale: Agostino e Monica, Francesco d’Assisi, Santa Caterina da Siena, San Filippo Neri, Sant’Ignazio di Loyola... La giornata si è conclusa a Piazza del Campidoglio con una festa animata da Carlo Conti. Musica, danza, testimonianze... Insieme ai cantanti Rosalia Misseri e Giò di Tonno, hanno dato la loro testimonianza un giovane seminarista degli Usa, un altro dalla Nigeria e una novizia italiana.

…nella purificazione e nell’adorazione…

La mattina del sabato 6 è stata dedicata alla celebrazione del sacramento della riconciliazione e al tempo per l’adorazione eucaristica. I nostri seminaristi, avendo fatto esperienza della grazia della riconciliazione, forse perché presi dal desiderio del cielo, hanno pensato bene di salire fin sulla cima del cupolone... dall'alto la nostra vita appare come intessuta di tante trame, come le stradine che si aprono alla vista di chi ammira un paesaggio dall'alto. È per vie spesso a noi sconosciute che Dio parla alla nostra esistenza, chiamandoci a sé.

Diversa la sorte per noi superiori e formatori: convocati nell'aula magna dell'Università Lateranense per un momento di riflessione, tenuto da Mons. Fisichella, sul rapporto tra formazione dei giovani seminaristi e consacrati e nuova evangelizzazione.

Il pomeriggio, nell’Aula Paolo VI, dopo un breve momento iniziale di preghiera, con la riflessione del Card. Piacenza, Prefetto della Congregazione per il Clero, con testimonianze vocazionali è sfociato…

… nell’incontro con Papa Francesco

Sensazionali, dirette, vere, le sue parole. Ha invitato tutti ad essere fedeli ad una scelta per sempre, con coerenza, gioia, uscendo due volte da noi stessi: verso l'incontro con Cristo nella preghiera e verso gli altri nella testimonianza. È risuonato forte l'invito alla gioia contro la tristezza, che rende sterile la vocazione, perché - ha detto citando s.Teresa - "un santo triste è un triste santo". Spesso, ha aggiunto, si è tristi per un problema con il voto di castità o la promessa di celibato. Questo allontana dalla fecondità pastorale, che ci fa padri e madri per le comunità. La vocazione invece è chiamata ad una fecondità che sa contagiare la gioia, l'amore per Dio. Le parole del papa sono entrate nel cuore di tutti noi e, speriamo, anche nel cuore di tanti giovani in discernimento vocazionale. Preghiamo perché il Signore della messe mandi santi operai nella sua vigna... giovani dal cuore umile, grande, generoso, fedele, che possano dire con gioia: "Mi fido di Te"!

Dopo l'incontro silenziosamente tutta l'assemblea si è incamminata verso i giardini vaticani per un momento mariano con la recita del Rosario.

…nella celebrazione eucaristica col successore di Pietro…

Domenica 7, alle 9.30 S. Messa nella Basilica di s. Pietro presieduta da papa Francesco...

Nell'omelia il papa ci ha detto: "Voi rappresentate la giovinezza della Chiesa! Se la Chiesa è la Sposa di Cristo, in un certo senso voi ne raffigurate il momento del fidanzamento, la primavera della vocazione, la stagione della scoperta, della verifica, della formazione... la missione nasce da una chiamata, quella del Signore e chi è chiamato da Lui lo è per essere inviato. I punti di riferimento della missione sono la gioia della consolazione, la croce e la preghiera.

La gente oggi ha bisogno certamente di parole, ma soprattutto ha bisogno che noi testimoniamo la misericordia, la tenerezza del Signore, che scalda il cuore, che risveglia la speranza! Quindi ha esortato tutti noi ad essere testimoni della tenerezza, della misericordia di Dio, della gioia, a coltivare nella preghiera un rapporto intimo con Dio, unica vera sorgente della nostra missione. Ci ha ancora ricordato che “l'evangelizzazione si fa in ginocchio! ... La fecondità dell’annuncio del Vangelo non è assicurata né dal numero delle persone, né dal prestigio dell’istituzione, né dalla quantità di risorse disponibili. Quello che conta è essere permeati dall’amore di Cristo: senza il rapporto costante con Dio la missione diventa mestiere”. E ci ha ammoniti: "Più più la missione vi chiama ad andare verso le periferie esistenziali, più il vostro cuore sia unito a quello di Cristo, pieno di misericordia e di amore...".

La celebrazione di oggi, , con papa Francesco non sigilla il nostro pellegrinaggio, ma lo spinge sulle strade del mondo che attendono il "lumen fidei", la luce della fede, perché la fede è luce!

…sulle orme di San Francesco…

Dopo l'angelus del papa, alle 15 eravamo già ad Assisi: dalla città eterna alla città della pace! I nostri passi sulle tracce della luce ci hanno portato a ripercorrere le testimonianze del poverello di Assisi. Da dove partire per fare un pellegrinaggio vocazionale? Ogni chiamata è missione... La voce dell'Amato, che chiamava Francesco ad andare e riparare la sua casa in rovina, era quella di un crocifisso della pieve di San Damiano. Ecco la nostra prima tappa, che è stata l'inizio di un incontro per divenire cifra dell'intera esistenza di Francesco. Le piaghe sul corpo del crocifisso risorto si imprimeranno alla fine della sua esistenza anche sul suo corpo. San Damiano, però, è anche il luogo di Chiara, dell'amicizia spirituale con Francesco, del rapporto intimo con l'Eucaristia.

Un percorso in salita quello di Assisi: su in alto verso la cittadella e ancora più su verso le vette della santità e dell'amore di Dio. Ad Assisi anche le pietre ti conducono all'essenziale: e respiro e battito si accordano perché tutto sembra suggerirti che c'è un 'oltre' in ogni cosa. La testimonianza di San Francesco ci insegni a fidarci di Dio, con coerenza, fedeltà... in perfetta letizia. Siete nelle nostre preghiere!

…con l’esempio di P. Pio…

Ammirati gli affreschi di Giotto e venerate le spoglie di Francesco riprendiamo il nostro cammino, destinazione Molfetta, al Seminario regionale pugliese.

Cena sull'Adriatico a Porto San Giorgio e lenta discesa verso le porte dell'Oriente, dove arriviamo alle 2.00 di notte: stanchi, ma con il cuore davvero colmo di gratitudine.

Lunedì 8 luglio, dopo un sobrio riposo, riprendiamo il nostro pellegrinaggio, che non poteva se non portarci sui luoghi di un figlio di Francesco in terra di Puglia: San Pio da Pietrelcina.

A San Giovanni rotondo arriviamo alle 12.00. Qui i nostri passi si incontrano con la sofferenza e con la vita sacerdotale di un grande apostolo della misericordia di Dio. Raggiungere il luogo del suo sepolcro è fare un itinerario di pietra e di luce attraverso le scene dei mosaici di Rupnik. La vita di San Francesco e quella di San Pio vengono lette in sinossi, incontrate entrambe dalla croce di Cristo.

La preghiera personale e quella insieme ha accompagnato i nostri passi nei sentieri percorsi. Tutti hanno trovato uno spazio nel respiro della nostra preghiera: le nostre famiglie, gli amici, i benefattori, i cari defunti, la nostra diocesi, la nostra terra di Sicilia.. Proprio oggi, infatti, ci siamo uniti spiritualmente alla visita di papa Francesco a Lampedusa, accogliendo la responsabilità di non restare indifferenti al grido sommerso dei poveri.

Adesso siamo nuovamente a casa... ma il pellegrinaggio della nostra fede continua... sempre verso l'alto!

Giuseppe Ruggirello

(Giorn8, Luglio-Agosto 2013)

 

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