SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Nella via del dono di sé

L’evento

La solennità dell’Immacolata ha portato alla comunità del Seminario e a tutta la Chiesa diocesana un nuovo motivo di gioia: due dei nostri seminaristi, Gioacchino Capizzi della comunità parrocchiale di S. Giuseppe in Malpasso e Calogero Latino della comunità parrocchiale dei SS. Giuseppe e Stefano in Campofiorito, sono stati ammessi dall’Arcivescovo tra i candidati al Diaconato e al Presbiterato.

Di che si tratta?

Cosa significa questa “ammissione”?

Significa, da un lato, che i candidati intendono rendere pubblica davanti al Vescovo, al presbiterio e al popolo di Dio, la propria personale determinazione a dare un convinto assenso alla chiamata del Signore. Ciò avviene dopo adeguata preparazione spirituale, umana, teologica e pastorale, in forza della quale, mediante la domanda di ammissione tra i candidati all’ordine sacro, viene dichiarata al Vescovo, da ciascuno dei seminaristi, la volontà di proseguire nella via del dono di sé con sempre maggiore coinvolgimento.

Dall’altro lato, significa che la Chiesa, rappresentata dal Vescovo, accoglie la decisione di alcuni dei suoi figli a essere presi a servizio del popolo di Dio con la Parola e i Sacramenti, attraverso il ministero del diaconato e del presbiterato, e conferma il loro cammino di verifica e di formazione, richiedendo a sua volta ai candidati di applicarsi con rinnovato impegno a portare a termine il loro iter formativo, profondamente lavorando sulla propria affettività, sulle relazioni che coinvolgono mente, cuore e corpo, per giungere ad una prospettiva di armonia, di maturità e di dono.    

Cosa ha detto ai fedeli questo segno?

L’attenzione, con cui i numerosi fedeli presenti hanno partecipato alla solenne  celebrazione, ha evidenziato una forte presa di coscienza, risvegliata anche dall’omelia del Vescovo, del valore ecclesiale di questo sacramentale; nello stesso tempo ha stimolato l’interesse per il Seminario, dove i giovani seminaristi ricevono la loro formazione. Siamo certi che questa nuova consapevolezza porterà a un maggiore impegno a pregare secondo l’intenzione suggerita da Gesù: “Pregate il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Mt 9,38).

Cosa ha detto ai candidati?

I candidati, che avevano tanto atteso questo momento, ne hanno ricevuto una rinnovata consapevolezza che tutto è dono, e il dono semplicemente si accoglie, lasciando posto a un vero sentimento di lode e di riconoscenza. Inoltre hanno assunto il compito: 1. di lavorare sul proprio temperamento per orientarlo all’oblatività; 2. di accogliere il progetto di Dio su di sé in un continuo dialogo con lui; 3. di maturare nella capacità di distacco da sé e di apertura agli altri; 4. di crescere nella formazione spirituale al fine di servire Cristo e la Chiesa col cuore del Buon Pastore.

Cosa ha portato agli altri seminaristi?

Anzitutto ha rinfocolato in ciascuno di loro il desiderio di poter essere inseriti nella nostra Chiesa diocesana, che serviranno un giorno nelle varie comunità con la Parola e i Sacramenti. In secondo luogo ha ridestato la loro volontà a portare avanti la loro preparazione, per poter via via  assumere nella Chiesa i vari ministeri, che li porteranno al sacramento dell’ordine. Ancora, li stimolerà a fare esperienza del valori fondanti la scelta vocazionale: amore a Cristo nella Chiesa. Infine, li impegnerà per rendere ragione della propria fede all’uomo contemporaneo. 

Don Antonino Licciardi

(Giorn8tto, gennaio 2014)

 

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