SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Il Seminario incontra...

Prizzi, 20 ottobre 2013…

Già due volte avevamo tentato di raggiungere Prizzi, da dove ci giungevano diversi affettuosi inviti per andare a conoscere le comunità di questa rupestre cittadina; ma le condizioni meteorologiche avevano persuaso don Francesco e don Bernardo a non farci intraprendere il cammino. Perciò abbiamo vissuto la gioia dell’accoglienza, soprattutto quando ci prestavamo per il servizio delle Messe e quando ascoltavano con commossa partecipazione l’esperienza della vocazione, narrata dai diretti interessati.

Un altro momento di grande interesse è stato l’incontro con gli operatori pastorali e con i giovani: in esso abbiamo potuto verificare la validità di un nuovo metodo di approccio al problema vocazionale; e non abbiamo mirato soltanto alla vocazione per antonomasia, quella sacerdotale e religiosa, ma a quella di una madre di famiglia impegnata in parrocchia, a quella di un seminarista, di un religioso, di un parroco. Vi descrivo in breve qual è stata la novità metodologica, adottata per quest’anno.

Abbiamo privilegiato il metodo laboratoriale: divisi i partecipanti in quattro gruppi, ad ogni gruppo è stata consegnata una presentazione, tra il serio e il caricaturale, di alcune realizzazioni vocazionali, sulle quali poi si è svolta una animata discussione, nella quale si sono evidenziati aspetti positivi e negativi, riportati poi nell’incontro unitario; la sintesi è stata data nell’immagine di un albero con foglie verdi o secche. Rimosse le foglie secche, tra le radici e il tronco appare la parola “Dio”: senza di lui siamo sterili.

I momenti di agape fraterna, nella condivisione dei pasti comuni, vari ed invitanti, hanno evidenziato ancora di più i vincoli affettuosi, che legano Prizzi al Seminario, e ci fanno desiderare un prossimo vicino incontro, che sia da stimolo al nostro cammino vocazionale e accresca la loro attenzione al Seminario.       

Bisacquino, 13 novembre 2013…

Non pensavamo di poter partecipare, col servizio e la testimonianza, a tutte le tredici messe, che si celebrano a Bisacquino, nelle varie parrocchie e rettorie, tutte le domeniche e le feste comandate: eppure ci siamo riusciti; e meno male! Era il nostro primo incontro con la comunità Bisacquinese e ci tenevamo a riprendere un buon rapporto reciproco, tenendo conto che l’attuale Decano era stato il precedente rettore del Seminario e don Carmelo, ora a guida della parrocchia del Rosario, ne è da pochi anni uscito.

L’alternarsi di piogge e schiarite e il periodo, che di solito impegna le persone nella raccolta delle ulive, non ha favorito la presenza, che ci aspettavamo molto numerosa; per cui l’incontro con gli operatori pastorali ci ha portato a limitare a un solo gruppo la discussione, che peraltro è stata molto vivace e produttiva ed ha affrontato, per scelta degli stessi partecipanti, l’esame dell’immagine di un seminarista, ben discernendo gli aspetti autentici, da coltivare, da quelli incongrui, da correggere.

Tutto sommato, per noi è stata una esperienza positiva: abbiamo notato l’affettuosa accoglienza del clero locale, il desiderio forte dei fedeli di sentire il loro pastore vicino e attento ai loro problemi, il bisogno di essere accompagnati, con pazienza e misericordia, nel personale e comunitario cammino di fede.

Giuliana, 24 novembre 2013…

Con Giuliana avevamo un conto aperto: un generoso gruppo di fedeli, animato da don Luca, già da due anni corrisponde per la retta mensile di un seminarista. Perciò la nostra visita voleva esprimere il nostro vivo senso di gratitudine e il nostro desiderio di conoscere questa comunità; e ciò è bastato a farci superare l’ostacolo della lunghezza del viaggio e quello del freddo intenso, che ci ha accolto. Anche qui il periodo di tempo, solitamente dedicato alla raccolta delle ulive, ha limitato l’affluenza.

Giuliana è costituita da una sola parrocchia e le tre messe domenicali e festive  sono celebrate in chiese presso la piazza, per cui la nostra presenza ad ogni celebrazione è stata più numerosa. Anche qui l’ascolto delle testimonianze è stato sigillato da spontanei applausi di compiacimento. Nel pomeriggio il laboratorio ha visto al lavoro un solo gruppo, che ha fatto un animato e accurato discernimento, indicando con sicurezza i tratti propri di una autentica vocazione, distinguendoli dai comportamenti spuri.

La serata si è conclusa con un momento conviviale, allietato da canti, eseguiti coralmente, dei quali alcuni ci hanno accompagnato in questi tre primi incontri, tra la gioiosa ilarità di tutti. Resta nel cuore la serena certezza che il popolo di Dio ama i suoi sacerdoti e li vuole a immagine del Buon Pastore. 

Don Antonino Licciardi

(Giorn8tto, Gennaio 2014)

 

Mettiti in contatto con noi