SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

San Filippo Neri e il Seminario di Monreale: dalle "Regole" al Progetto educativo

Nella Vita del venerabile servo di Dio Annibale d’Afflitto arcivescovo di Reggio, edita a Roma dal gesuita Giuseppe Fozi nel 1681, al cap. IX si legge: «E perché havea saputo, che Monsignor di Torres Arcivescovo di Monreale, e poi Cardinale, havea fatto stampare col consiglio, & indirizzo di S. Filippo Neri le Regole per il suo Seminario, ne volle copia; e affinche se ne mantenesse viva l’osservanza, spesso le facea leggere à Tavola». Annibale D’Afflitto fu arcivescovo di Reggio Calabria dal 1593 al 1638 e si prodigò non poco per istituire il suo Seminario diocesano, ispirandosi a quello di Monreale, fondato da Ludovico II De Torres nel 1590. Il dato che apprendiamo nella sua Vita fa menzione delle Regole del Seminario di Monreale che il card. De Torres fece stampare nell’anno 1600 a Roma con i tipi di Luigi Zanetti, il suo tipografo di riferimento, presso il quale stampò anche la sua famosa Historia della Chiesa di Monreale (1596), con lo pseudonimo di Gio. Luigi Lello.

Basti pensare che il tipografo veneziano, attivo a Roma, aveva bottega vicino al Collegio Romano dei gesuiti e dal 1592 diresse la Tipografia della congregazione dell’Oratorio alla Vallicella. In quegli anni, probabilmente nel 1593, l’arcivescovo De Torres gli sottopose le Regole del suo Seminario e in seguito alla morte di San Filippo, insieme al vescovo di Cassano, si occupò di istruirne il processo di canonizzazione.

Esisteva a Roma un circolo, detto della Vallicella, che radunava i porporati e le figure di spicco della riforma tridentina all’Oratorio, a conversare con il Santo della gioia. È ciò che apprendiamo da un manoscritto (Ms. R 62) del card. Agostino Valier dal titolo Philippus, sive de christiana laetitia Dialogus (1591), custodito a Roma presso la Biblioteca Vallicelliana, tradotto in italiano e pubblicato nel 1975 a cura di Antonio Cistellini. Il Valier pensò bene di trascrivere un colloquio intrattenuto dal santo presso il suo Oratorio alla Vallicella, con alcuni suoi discepoli, sulla tematica che più caratterizzava la sua spiritualità: la gioia. L’autore, nel suo Dialogo, immaginava che a discutere con san Filippo ci fossero i primi suoi più stretti amici e discepoli, sette in tutto. Tra questi, insieme al card. Federico Borromeo, al card. Agostino Cusani, all’arcivescovo Silvio Antoniano, all’abate Marcantonio Maffa, e agli oratoriani Cesare Baronio e Giovan Francesco Bordini, il Valier annoverava anche Ludovico II De Torres, al quale faceva dire: «Come lo sposo si delizia della bellezza della sposa, così il vescovo si compiace in modo ammirabile della bellezza e della magnificenza della sua Chiesa. Bellissima è la mia sposa, la mia illustre Chiesa, lo confesso, e sono sommamente grato a Dio, distributore di ogni dignità e ufficio, che ad essa mi prepose. [...] Mio giubilo è il mio coro; mia letizia è la mia sposa; la mia cattedra sulla quale presenzio ai divini uffici; l’altare sul quale offro il sacrificio all’altissimo Iddio [...]; mio gaudio è quel pulpito su cui talvolta salgo; mia gioia il mio Seminario, la frequente amministrazione della santissima eucarestia, il numeroso concorso di popolo nella mia chiesa…».

Ebbene, sono questi solo alcuni riferimenti storici che ci consentono di dare fondamento a quanto da sempre si tramanda nel Seminario di Monreale circa l’amicizia tra San Filippo Neri e Ludovico II De Torres.

Ritroviamo ancora la figura del Santo nella Cappella storica del Seminario, all’interno del Palazzo Reale di Monreale, raffigurato su disegno dell’Arcivescovo Francesco Testa nella pala d’altare di Gioacchino Martorana (1763), con Maria e il bambino, accanto a San Carlo Borromeo e all’Apostolo Pietro, protettore del Seminario insieme a San Paolo. In un dettaglio di questa tela, in basso, due putti tengono in mano un libro chiuso, sul cui dorso possiamo ancora leggere “Regole del Seminario”, e uno aperto, sulle cui pagine ritroviamo scritto il riferimento ad Annibale D’Afflitto e a San Filippo Neri circa le suddette Regole.

È per questo che il 26 maggio scorso, memoria liturgica di San Filippo Neri, l’arcivescovo ha approvato il Progetto educativo del nostro Seminario diocesano. Si rinnova così la memoria, con l’augurio che la gioia cristiana, la laetitia dell’Apostolo di Roma, ravvivi la coscienza delle origini e segni il cammino di ogni candidato agli Ordini Sacri, chiamato a sperimentare, vivere e diffondere la Gioia del Vangelo sull’esempio e con l’intercessione di San Filippo Neri.

Don Giuseppe Ruggirello

 

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