SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

SEMINARIO INCONTRA... Chiesa Madre di Carini

La visita alla Parrocchia della Chiesa Madre di Carini è stata l’ultima che abbiamo svolto come comunità del Seminario, prima del lockdown e della lunga quarantena che ha sorpreso un po’ tutti a motivo della pandemia da Covid-19. 

 

Domenica 1 marzo ci eravamo già recati a Carini nella Chiesa di San Lorenzo per la Commemorazione di mons. Vincenzo Badalamenti, che fu un arciprete insigne della Chiesa Madre dal 1969 al 1998. A lui è stata dedicata la Piazza antistante alla Chiesa e dopo le testimonianze di ricordo, è seguita la Celebrazione eucaristica presieduta dal nostro Arcivescovo in Madrice. Un’occasione preziosa per noi per conoscere la figura di un illustre sacerdote carinese.

 

Il 7 marzo pomeriggio abbiamo incontrato i giovani nella Chiesa di San Giuseppe, non molto distante dalla Chiesa Madre. Siamo stati accolti con grande entusiasmo dal nuovo arciprete, don Giacomo Sgroi, che ha introdotto la nostra presenza e ha parlato dell’importanza del Seminario nella diocesi, dando la parola ai formatori e ai seminaristi. Nella comunità della Chiesa Madre quest’anno sta svolgendo il servizio pastorale il diacono Salvatore Crimi, in vista dell’ordinazione presbiterale.

Prima della celebrazione eucaristica abbiamo incontrato anche alcuni operatori pastorali e una parte della comunità che, grazie all’iniziativa del parroco, vede pure la presenza di un gruppo di “Amici del Seminario”, a sostegno della formazione dei futuri presbiteri.

La testimonianza vocazionale al termine delle celebrazioni domenicali è sempre un’occasione di grazia per narrare come il Signore ci ha incontrati e come abbia acceso in noi il desiderio di donare la nostra vita per servire la Sua Chiesa.

Prima di cena, mentre il vicerettore don Andrea Palmeri stava celebrando la S. Messa con la comunità neocatecumenale, con il rettore abbiamo fatto un giro turistico del centro storico, recandoci anche al famoso Castello della baronessa di Carini e avendo la possibilità di una piacevole visita by-night. Alcuni dei seminaristi non erano mai stati, per cui è stata un’occasione per arricchire ulteriormente la nostra visita.

Domenica 8 marzo c’erano già le prime avvisaglie di ciò che avremmo appreso nel pomeriggio, con le disposizioni governative, la chiusura totale di ogni attività e anche la sospensione delle celebrazioni eucaristiche con il popolo. A partire da quella domenica di quaresima, infatti, per ben dieci domeniche, non saremmo tornati a celebrare col popolo. Per questo ci siamo limitati alle celebrazioni del mattino e a dare la nostra testimonianza e dopo l’ultima Messa abbiamo salutato il parroco e la comunità.

L’estensione territoriale di Carini impedisce, in una sola occasione, di poter fare visita alle quattro grandi parrocchie, per questo ci siamo ripromessi di tornare. Si tratta, infatti, del paese più popoloso della nostra diocesi, con una storia millenaria e tante tradizioni; in età paleocristiana fu pure diocesi, almeno fino al IX sec. con la dominazione musulmana della Sicilia. Per questo, il nostro Rettore, che è originario di Carini, ha organizzato dopo pranzo una visita guidata alle Catacombe paleocristiane (nella zona di Villagrazia di Carini), gestite da una cooperativa di archeologi che hanno stretto una convenzione con la nostra diocesi e con la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra, essendo le Catacombe un bene tutelato, di proprietà della Santa Sede. Anche in questo caso, la maggior parte dei seminaristi non le conosceva, nonostante alcuni anni fa avevamo organizzato una Giornata del Ministrante a Carini, iniziando proprio dalla visita guidata alle catacombe, le più estese della Sicilia occidentale.

Una visita interessantissima, sia da un punto di vista storico e archeologico, sia da un punto di vista teologico e della storia della Chiesa. Speriamo presto di ritornare… e soprattutto di avere la possibilità di visitare le comunità parrocchiali, portando ai giovani la nostra testimonianza vocazionale.

 

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