SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Il Seminario in tempo di pandemia

Raramente capita di potersi fermare a riflettere sulla verità di una espressione, che è in fondo anche un cardine di un progetto formativo, quanto in un momento critico che ti “costringe” a ripensare gli schemi e le strutture consuete: il Seminario è un “tempo” e un “luogo” di discernimento vocazionale. Al numero 2.1 del nostro Progetto educativo si legge: “Il Seminario è, quindi, una armoniosa sintesi di luogo, come spazio di accoglienza delle differenze, e di tempo, come kairòs, cioè tempo di grazia, di pienezza”. Il Coronavirus ci ha colti di sorpresa e da quel 13 marzo non siamo più ritornati alla normalità della nostra vita di Seminario.

 

Anche se nella distanza, possiamo dire che siamo rimasti “comunità educativa in cammino” (PdV 60). Ma prima di dire come abbiamo vissuto questo periodo, è necessario premettere un dato che mi sembra importante. Sin dalle prime restrizioni i Seminari hanno fatto rete: c’è stato un confronto con i nostri vescovi, con i rettori dei Seminari di Sicilia e d’Italia, per comprendere come si potesse affrontare l’emergenza. È prevalsa la prudenza e il buon senso nella quasi totalità dei casi, nel comprendere concretamente che la quarantena richiesta e i rischi del contagio potevano davvero far diventare le nostre comunità formative dei focolai.

Il ritorno a casa dei seminaristi non è stato così semplice come si possa pensare: le famiglie che li vedevano una volta ogni due settimane, sono tornati ad avere una presenza quotidiana in casa, 24h/24h, di un figlio-seminarista che porta con sé tempi, ritmi e delle consuetudini di vita. E così, gli spazi da ritagliare, le lezioni online, le “materne incursioni”, il vissuto domestico, ha trovato degli adattamenti per vivere al meglio questo tempo. Molto bello anche il fatto di aver potuto condividere dei momenti di preghiera insieme ai genitori e ai fratelli, come la recita del S. Rosario, soprattutto negli appuntamenti nazionali promossi dalla CEI o dal Papa e trasmetti in televisione.

Quotidianamente ci siamo incontrati in videoconferenza, al mattino per le lodi e la sera dai vespri: attendersi, pregare insieme dietro lo schermo di uno smartphone, vedersi insieme come un mosaico di volti, trovare delle modalità per non accavallarsi nel dialogo. Anche questo è stato formativo e un momento di crescita, come anche il fatto di lasciare alla responsabilità di ciascuno gli altri momenti di preghiera, secondo lo spirito dell’”autoformazione” a cui ci educano i documenti sulla formazione presbiterale. Il nostro appuntamento mattutino e serale, presieduto da uno dei formatori, è stato anche un tempo per ritrovarsi, per raccontarsi qualche vicissitudine, per ridere insieme, per condividere ansie e preoccupazioni, per sapere cosa avvenisse nei paesi di origine, per progettare e fare qualcosa insieme.

L’esperienza delle meditazioni che abbiamo scritto per la Via Crucis è stata un laboratorio a distanza ben riuscito. Così come la condivisione di libri ebook, testi da approfondire, articoli e letture per decifrare le potenzialità di questo tempo, per coglierne i limiti, per guardare alle sfide pastorali che attendono la Chiesa e le comunità.

Le meditazioni al Vangelo domenicale del Vescovo, i suoi messaggi alla comunità diocesana, i decreti, sono stati un modo per sentire la sollecitudine del Pastore e un aiuto per noi e per i fedeli nel toccare da vicino la sofferenza per l’impossibilità di celebrare l’Eucaristia col popolo e soprattutto la Pasqua, che i seminaristi hanno vissuto nelle parrocchie di origine. Anche questa esperienza è stata del tutto inedita e preziosa, segnata soprattutto dalla vicinanza giornaliera con i parroci, per scoprire altri aspetti del loro ministero pastorale e la loro sollecitudine per le comunità, sui vari fronti della carità, dell’annuncio attraverso le dirette streaming o le meditazioni del Vangelo del giorno, il desiderio di rendersi prossimi a tutti i fedeli.

Per questo ho chiesto ai seminaristi di fare tesoro di quanto stiamo vivendo, mettendo anche per iscritto cosa ci ha riservato questo tempo critico, sotto vari aspetti, ed in particolare nel cammino di discernimento vocazionale. Tutto è grazia!

 

don Giuseppe Ruggirello

(GiornOtto, marzo-aprile 2020)

 

Mettiti in contatto con noi