SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Progetto Educativo

La Formazione del nostro Seminario segue le linee degli orientamenti e norme per i Seminari "La Formazione dei Presbiteri nella chiesa Italiana" della Conferenza Episcopale Italiana.

 


Il Progetto Educativo del Seminario Arcivescovile di Monreale
approvato da S.E. Mons. Michele Pennisi il 26 maggio 2016,
nella memoria liturgica di San Filippo Neri,
che alla fine del 1500 revisionò le Regole del Seminario monrealese,
pubblicate a Roma nell'anno 1600.



Dalla Premessa


In questi ultimi anni, dopo un certo tempo, durante il quale la vita del Seminario era rimasta in sordina nel contesto diocesano, si è notato un risveglio di attenzione da parte della Diocesi ed è stata avviata una riflessione sulla formazione, che ha avuto un momento qualificante con la presentazione al Consiglio Presbiterale del 20 gennaio 2004 delle “Linee per un progetto formativo del Seminario Arcivescovile di Monreale”, discusse nella successiva seduta del 30 marzo 2004. L’attesa della redazione ultima procedette a rilento e si arenò per la morte di Mons. Cataldo Naro (29.09.2006) e per la promulgazione da parte della CEI della terza edizione del documento La formazione dei presbiteri nella Chiesa italiana. Orientamenti e norme per i seminari (04.11.2006), a cui si doveva conformare. La determinazione di Mons. Di Cristina portò in primo piano una rinnovata riflessione sul Progetto educativo, che costituì un punto fisso nell’OdG dei Consigli presbiterali tenuti tra il 2009/2010. Dopo lievi modifiche e aggiunte, il Progetto fu rimesso al Vescovo, che si riservò di dargli l’ultima mano. Questi, divenuto Vescovo emerito, senza aver dato l’ultima attesa mano al Progetto educativo, lasciò al successore il compito di portare a termine il lavoro intrapreso. Mons. Michele Pennisi, divenuto arcivescovo di Monreale l’8 febbraio 2013, ha accolto favorevolmente la validità dell’impianto dell’intero documento, suggerendo di apportare alcune modifiche soprattutto nel cap. V relativo alla sequenza delle tappe dell’itinerario formativo. Pertanto il lavoro avrà questa scansione: 1. Cenni storici sul Seminario arcivescovile di Monreale; 2. Caratteristiche del Seminario alla luce del Magistero; 3. L’ammissione al Seminario; 4. Le figure educanti; 5. L’itinerario formativo.



Dalla Conclusione


La riflessione sulla formazione dei futuri presbiteri viene naturalmente completata dal costante impegno dei Vescovi italiani a favore del rinnovamento del clero, recentemente intrapresa con determinazione nel novembre 2015.
A dieci anni dalla terza edizione degli Orientamenti e norme dei Seminari (2006) risultano ancora valide le indicazioni che chiedevano di valorizzare e favorire «alcuni elementi già presenti nella vita del presbitero delle nostre Chiese: la caratteristica popolare del prete-parroco vicino alle famiglie, ai poveri e ai malati; la passione educativa verso il mondo giovanile; l’attenzione verso quella che oggi viene definita “pastorale integrata”; la sensibilità verso i problemi sociali; l’interesse per la prospettiva culturale configurata nel “progetto culturale” della Chiesa italiana; la valorizzazione della comunicazione interpersonale e sociale; la realizzazione di forme diverse di fraternità presbiterale.
Ci sembrano queste le caratteristiche irrinunciabili del presbitero di cui ha bisogno la Chiesa italiana all’inizio del terzo millennio» (n. 26). Appare inevitabile adesso inserirsi nel solco di quanto l’attuale Pontefice Francesco ha sottolineato in più occasioni, e particolarmente nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium, circa la necessità di formare i presbiteri alla testimonianza e alla missione, e di usare grande prudenza e attenzione rispetto ai criteri di ammissione in Seminario.
Si delinea così una figura di presbitero in grado di affrontare le sfide di un contesto in parte già scristianizzato, facendo fronte all’emergenza educativa con la gioia rinnovata dell’evangelizzazione; attento ai poveri, alle periferie esistenziali e alle fragilità; capace di valorizzare gli organismi di partecipazione ecclesiale; custode della fraternità e della comunione all’interno del Presbiterio, in filiale obbedienza al Vescovo; sostenuto dal dialogo e dalla collaborazione dei fedeli laici, corresponsabili della missione della Chiesa.
Infine, guardando alla meta che si prefigge anche questo progetto educativo, accogliamo come dono e con responsabilità quanto Papa Francesco ha detto il 28 marzo 2013 nell’omelia del Giovedì santo: «Cari sacerdoti, Dio Padre rinnovi in noi lo Spirito di Santità con cui siamo stati unti, lo rinnovi nel nostro cuore in modo tale che l’unzione giunga a tutti, anche alle “periferie”, là dove il nostro popolo fedele più lo attende ed apprezza. La nostra gente ci senta discepoli del Signore, senta che siamo rivestiti dei loro nomi, che non cerchiamo altra identità; e possa ricevere attraverso le nostre parole e opere quest’olio di gioia che ci è venuto a portare Gesù, l’Unto».


Monreale, li 26 maggio 2016

Memoria di San Filippo Neri

 

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