SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Laboratorio di speranza 2012

Riprende la sua attività il “Laboratorio di speranza”

 

Ci sembra ormai lontano l’ottobre del 2008, quando abbiamo cominciato a parlare in Seminario di “Un laboratorio di speranza per il futuro”, col desiderio di contribuire in un modo nuovo alla pastorale vocazionale e, nello stesso tempo, di sperimentare un’inedita attività formativa, che mettesse i seminaristi a diretto contatto con le comunità parrocchiali e con le loro iniziative, per dare un’idea della complessità e delle variegate ed enormi possibilità di lavoro, che lo Spirito Santo suscita nella Chiesa.

Dalla animata e creativa discussione è venuto fuori un progetto, che ci impegnava sabato pomeriggio e domenica e aveva i suoi punti forti in alcuni momenti: sabato pomeriggio, incontro con le classi catechistiche, alle quali in modo giocoso si presentava il messaggio vocazionale; per la sera si proponeva la “Notte di Nicodemo”, un invito a pregare insieme e a condividere l’esperienza di Dio, in un incontro aperto a tutti, ma rivolto in modo particolare ai giovani, che venivano chiamati dai seminaristi, che andavano loro incontro, indirizzando verso la chiesa il loro spensierato passeggio serale.

 

La domenica si incontravano i ministranti, specialmente i piccoli, nell’attività vocazionale del “Piccolo Samuele”, mentre in tutte le messe uno dei seminaristi dava testimonianza del suo incontro particolare col Signore, in cui aveva avvertito la chiamata al Sacerdozio. Nel pomeriggio c’era un incontro con tutti gli operatori pastorali, che ci ha permesso di far conoscere maggiormente il Seminario alle nostre comunità cristiane; di contattare le varie realtà presenti nel tessuto delle diverse parrocchie e di “interrogarle e provocarle” riguardo alla dimensione vocazionale; di rinsaldare i rapporti con i parroci; di costituire una rete di relazioni con gli stessi operatori. In serata si svolgeva un incontro tematico, “Do you speak Gospel”, servendoci degli strumenti audiovisivi.

Con questo schema, rimodulato di volta in volta in base alle situazioni delle comunità incontrate, ci siamo presentati, nei fine settimana a nostra disposizione, a Chiusa Sclafani (8/9 novembre 2008), a Corleone (22/23 novembre 2008), a San  Giuseppe Iato (6/7 dicembre 2008), a Isola delle Femmine (7/8 febbraio 2009), a Terrasini (7/8 marzo 2009) e infine a Partinico (21/22 marzo 2009).

La stima e la fiducia con le quali siamo stati accolti, unite all’entusiasmo e all’interesse suscitati nelle comunità “visitate”, hanno costituito le premesse di un bilancio assolutamente positivo di quanto finora sperimentato, la testimonianza di una “comunione” concretamente realizzata, l’anticipazione di un futuro di speranza per il ministero sacerdotale al quale ci stiamo preparando.

Inoltre, la preparazione previa e le verifiche postume ad ogni incontro sono state per noi una autentica palestra di dialogo, di inventività, di disponibilità ai vari compiti richiesti, di spirito di servizio, di capacità ad accogliere le osservazioni, a volte impietose, mai però malevoli, che venivano fatte; di abitudine al lavoro di gruppo, di preparazione alla autentica collaborazione pastorale, di comunione.

Viene da sé che, aprendosi così all’esterno, una comunità di giovani in cammino vocazionale indirettamente provoca anche tutta la pastorale giovanile a tenere viva la dimensione vocazionale della vita cristiana, che è propria di ogni battezzato e soprattutto dei giovani che stanno dando forma alla loro vita.

In una società come la nostra in cui la Comunicazione conta sempre di più e ci condiziona – e se non sei visibile o non appari è come se non esistessi – il seminario si è reso visibile, dimostrando di essere al passo con i tempi e di saper andare incontro a un mondo che cambia.

L’ultimo scorcio del 2009 ha portato un cambiamento notevole nel nostro seminario: nei primi di novembre abbiamo traslocato da S. Rosalia e siamo tornati in città, vicinissimi al Vescovo e alla Cattedrale, nel quartiere Ciambra, in via Piave 32, in locali già appartenenti al Seminario, ora in veste totalmente rinnovata, ristrutturati e adeguati a un’abitazione adatta alla vita comune, alla preghiera e allo studio, con l’apporto appassionato e creativo nell’arredamento da parte dei seminaristi, che hanno donato alla struttura il caratteristico calore – e colore – familiare.

Non avendo potuto organizzare, a causa di questo impegno, il nostro “Laboratorio di speranza”, abbiamo voluto far sentire la presenza del Seminario nella città, offrendo, per il periodo di Avvento, nei locali del Seminario, un ciclo di Lectio divina, in verità molto partecipato, su testi del profeta Isaia. Nel contempo, abbiamo cominciato a prendere contatto con alcuni parroci, per riprendere, col nuovo anno, le attività del Laboratorio.

Così, riproponendo lo schema ben collaudato, siamo stati ad Altofonte (6/7 febbraio 2010) e a Prizzi (6/7 marzo 2010), dove i seminaristi hanno intrecciato una graziosa rete di amicizie con i giovani di entrambi i paesi, per poter continuare, via Internet, il dialogo iniziato e farli partecipi della vita e delle iniziative del Seminario.

Eravamo ormai vicini alla conclusione dell’Anno Sacerdotale, indetto da Benedetto XVI nella ricorrenza del 150° anniversario della morte del Curato d’Ars S. Giovanni Maria Vianney per cui decidemmo di sospendere gli incontri del “Laboratorio di speranza” e dedicarci a organizzare alcuni eventi vocazionali diocesani (una Lectio divina, un’adorazione, una tavola rotonda), anche in vista del Giubileo Sacerdotale dell’Arcivescovo, il 2 luglio 2010.

Abbiamo ancora preparato un ciclo di Lectio divina in Seminario nelle cinque settimane di Quaresima, leggendo il meraviglioso Cantico dei Cantici, molto gradito dai partecipanti; inoltre, poiché erano imminenti le ordinazioni sacerdotali di cinque nostri diaconi, abbiamo partecipato alle settimane vocazionali, disposte nelle parrocchie di origine degli ordinandi.

 In ottobre, tornati in Seminario, abbiamo deciso di riprendere i Laboratori nell’anno 2010/2011, introducendo alcune novità: ci siamo indirizzati ai giovani negli incontri del sabato pomeriggio; abbiamo coinvolto l’Ufficio di Pastorale giovanile e il Centro Diocesano Vocazioni; abbiamo circoscritto la nostra attività nella Forania di Carini, nell’intento di attirare i gruppi giovanili da un paese all’altro, con lo sviluppo in continuità del tema, mutuato dal Centro Nazionale Vocazioni, “Quanti pani avete? Date loro voi stessi…”, basato sul vangelo della moltiplicazione dei cinque pani e dei due pesci.

Così abbiamo portato il Pane della Parola a Capaci (30/31 ottobre); il Pane della Carità a Carini Chiesa Madre e S. Cuore (6/7 novembre); il Pane dei Sacramenti a Carini Stazione e Villagrazia (4/5 dicembre); il Pane della Comunità a Torretta (15/16 gennaio); il Pane dell’Amore a Isola delle femmine (26/27 febbraio); e, infine, a Cinisi (26/27 marzo) il Pesce della Fedeltà e a Terrasini (7/8 maggio) il Pesce della Speranza.

Un buon gruppo ci ha seguito dal primo incontro o annettendosi di tappa in tappa; in ogni caso la risposta è stata positiva ed ha avuto visibile seguito in incontri successivi in Seminario (che ha accolto diversi gruppi giovanili per un ritiro), e in un più nutrito scambio via cellulare e internet –dove abbiamo aperto un sito www.seminariomonreale.it – tra i nostri seminaristi e i giovani, che poi hanno voluto partecipare alle ordinazioni sacerdotali.

Quest’anno, grazie anche alla presenza molto propositiva del nuovo Vice rettore, don Giuseppe Ruggirello, si è pensato di coinvolgere, accanto al Centro Diocesano Vocazioni e alla Pastorale Giovanile, anche la Pastorale familiare e l’Azione Cattolica; e come territorio abbiamo optato per la Forania di Partinico. Il tema, su cui già si è laboriosamente e a più riprese incontrata la composita équipe, è quello proposto dal S. Padre Benedetto XVI per la riflessione e la preghiera delle comunità  cristiane:  “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n.17), per  la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Abbiamo inoltre creato un gruppo facebook sul Laboratorio nell’intento di intessere più ampie relazioni e raggiungere “il maggior numero”.

Declineremo la tematica, nella prospettiva che “Rispondere all’amore si può!?”, mantenendo i momenti ormai canonici del Laboratorio di speranza, nelle parrocchie dei Comuni di Giardinello e Montelepre (14/15 gennaio); di Borgetto (18/19 febbraio); di Trappeto (3/4 marzo); e, infine, di Balestrate (21/22 aprile), serenamente fiduciosi che il buon seme porterà i suoi frutti.

 

Antonino Licciardi

 

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