SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Gli articoli di questa rubrica sono pubblicati mensilmente
nella seconda pagina del periodico diocesano "Giorn8tto"



09November Il Convitto dei Chierici rossi e il Millunzi

Volendo celebrare il centenario della morte del can. Gaetano Millunzi, che ha avuto il suo inizio con la S. Messa di suffragio dello scorso 12 settembre, presieduta dall’arcivescovo mons. Pennisi alla presenza dei seminaristi e delle autorità civili e militari nella Cappella di San Castrense all’interno del nostro Duomo, di cui proprio il Millunzi fu parroco, appare opportuno soffermarci brevemente su un aspetto che ha segnato la sua vita e il suo ministero: l’educazione dei giovani e la formazione dei candidati al presbiterato.

Infatti, Gaetano Millunzi dal 1891 fino al 1920, anno della sua tragica morte, ricoprì la carica di Rettore del Convitto dei Chierici Rossi, di professore e direttore delle Scuole arcivescovili. Già nel 1882 era stato nominato Vice Rettore del Convitto dall’arcivescovo Giuseppe Papardi, che tanto si spese per la riforma del Seminario arcivescovile, compilando e pubblicando delle nuove Regole. Sarà però l’arcivescovo Domenico Gaspare Lancia di Brolo a nominare Rettore del Convitto il Millunzi nel 1891.

Chi erano i Chierici Rossi?

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17May Il Seminario in tempo di pandemia

Raramente capita di potersi fermare a riflettere sulla verità di una espressione, che è in fondo anche un cardine di un progetto formativo, quanto in un momento critico che ti “costringe” a ripensare gli schemi e le strutture consuete: il Seminario è un “tempo” e un “luogo” di discernimento vocazionale. Al numero 2.1 del nostro Progetto educativo si legge: “Il Seminario è, quindi, una armoniosa sintesi di luogo, come spazio di accoglienza delle differenze, e di tempo, come kairòs, cioè tempo di grazia, di pienezza”. Il Coronavirus ci ha colti di sorpresa e da quel 13 marzo non siamo più ritornati alla normalità della nostra vita di Seminario.

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10May Un video per la GIORNATA DEL SEMINARIO 2020

 

La V Domenica di Pasqua si celebra annualmente la Giornata del Seminario Arcivescovile di Monreale. Quest'anno la pandemia da Covid-19 ci impedisce di poter animare questa domenica nelle parrocchie della nostra diocesi, poiché anche i seminaristi sono in famiglia già da 2 mesi. Per questo, abbiamo pensato di raggiungere tutti attraverso i volti e le parole dei nostri seminaristi, che ci regalano qualche aspetto della loro storia vocazionale e consentono ai giovani in discernimento di comprendere in che modo si sono fidati dell'invito del Signore Gesù a seguirlo più da vicino, da discepoli, rispondendo il loro "Eccomi" alla chiamata al sacerdozio ministeriale.

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07March Grammatica dell'affettività

La necessità della formazione umana nei Seminari

 

Il 7 marzo abbiamo intrapreso un nuovo percorso formativo sul tema dell’affettività e sull’importanza della formazione umana nel tempo del Seminario, che interpella proprio i candidati all’Ordine Sacro. In questi anni abbiamo curato questa dimensione avvalendoci del supporto della dott.ssa Carmela Abbruzzo, Psicologa-Psicoterapeuta e Presidente regionale dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici, e più recentemente di una coppia di psicologi-psicoterapeuti.

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25January Chiara Amirante a Monreale

Venerdì 24 gennaio 2020, la comunità del Seminario Arcivescovile di Monreale, ha avuto la gioia di ospitare Chiara Amirante, fondatrice e presidente di Nuovi Orizzonti, scrittrice e autrice di numerosi best-seller e consultrice in due Pontifici Consigli della Santa Sede. L’incontro, organizzato da don Carmelo Migliore, ha chiamato a raccolta tutti i cenacoli di Nuovi Orizzonti presenti in Sicilia, un invito rivolto a 130 Cavalieri della Luce che hanno avuto modo di incontrare Chiara e di vivere insieme a lei un momento di formazione e confronto nella Cappella del Seminario antico. 

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26November Lectio divina di Avvento 2019 (Profeta Abacuc)

LECTIO DI AVVENTO 2019
sul Profeta Abacuc


#Lunedì in Seminario alle ore 21.00
25 nov - 2 dic - 9 dic - 16 dic

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15March Ascoltare le ragioni di chi sta imparando a vivere “come se Dio non ci fosse”

Il prossimo Sinodo dei Vescovi 2018 dal titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, è assai promettente per la vita della Chiesa, così come per la vita delle singole diocesi. Senza giri di parole, lo aveva già evidenziato nel 2010 il teologo Armando Matteo nel suo libro “La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede”, sottolineando come quello dei giovani e la relativa trasmissione della fede, è il tema che deciderà la “sopravvivenza” del cristianesimo, soprattutto nel contesto europeo, sempre più relativista e secolarizzato.

I lineamenta, elaborati dalla segreteria del Sinodo insieme ad un questionario, ed inviati a tutte le chiese locali, secondo il modello di consultazione universale già adottato per i due Sinodi sulla Famiglia, sembrano tenerne conto, soprattutto nella prima parte. Infatti, lì viene tratteggiata un’analisi del contesto storico e socio-antropologico delle nuove generazioni, che tuttavia, nonostante l’intento universale del documento preparatorio, risente fortemente di una prospettiva europocentrica, o almeno, occidentale.

A mio giudizio, una espressione del documento preparatorio risulta essere tra le sfide più decisive che il Sinodo e le singole chiese dovranno affrontare, quasi la cifra per cogliere con lungimiranza la necessità di una conversione pastorale: “i giovani non si pongono ‘contro’, ma stanno imparando a vivere ‘senza’ il Dio presentato dal Vangelo e ‘senza’ la Chiesa, salvo affidarsi a forme di religiosità e spiritualità alternative e poco istituzionalizzate o rifugiarsi in sette o esperienze religiose a forte matrice identitaria”.

Guardando indietro tutto ciò traduce quanto papa Benedetto XVI aveva già denunciato, capovolgendo il famoso assioma illuminista dell’etsi Deus non daretur, e sostenendo che “anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse”. La ‘scommessa’ di Pascal, infatti, sarebbe più plausibile e ragionevole del vivere “come se Dio non ci fosse”. Ancora una volta è proprio questa la sfida lanciata apertamente alla chiesa, in riferimento a chi non le riconosce più una autorità o un motivo di esistenza. Se ciò sia vero, relativamente ai nostri giovani – anche solo in parte – avremo la possibilità di sondarlo cogliendo l’occasione del Sinodo, che altrimenti si trasformerà in un mero esercizio di indagine sociologica.

Nella recente intervista rilasciata da Papa Francesco al giornale tedesco Die Zeit, il pontefice affronta anche il tema della crisi di vocazioni ed osserva che “è un problema grave ed enorme” e “la Chiesa dovrà risolverlo”. Infatti, dove non ci sono sacerdoti manca l’Eucaristia e “una Chiesa senza l’Eucaristia non ha la forza: la Chiesa fa l’Eucaristia ma l’Eucaristia fa la Chiesa”. E continua dicendo che “se mancano le vocazioni sacerdotali è perché manca la preghiera. Il Signore ha detto: pregate! Questo è quello che manca: la preghiera. E manca il lavoro con i giovani, che cercano orientamento”. È importante il lavoro con i giovani, ma non bisogna cadere nel proselitismo: è importante infatti anche una selezione, perché se non c’è una vera vocazione poi sarà il popolo a soffrire”.

In questa ottica si colloca l’iniziativa lanciata a livello nazionale dalla pastorale giovanile, di pensare ad un cammino sinodale in tre tappe. La parola d’ordine è Ascolto! Serve, anzi è urgente, mettersi in ascolto delle giovani generazioni, dei loro sogni e dubbi, del loro disagio e delle loro delusioni, fragilità e scoraggiamenti. L’ascolto, dunque, caratterizza la prima tappa, con un’attenzione particolare ai contesti sociali e territoriali in cui vivono i nostri giovani e ad una verifica delle prassi pastorali. Segue la seconda tappa, più marcatamente missionaria, con la presenza di una “tenda” da collocare nelle piazze, per andare incontro, dialogare, ascoltare i giovani. La terza tappa, infine, vede la proposta dei cammini o dei pellegrinaggi, per coinvolgere i giovani in un’esperienza che li metta in moto e che diventi parabola esistenziale del cammino della vita, da orientare verso una meta.

Come diocesi, la pastorale giovanile e quella vocazionale hanno approntato un questionario online, da far girare sui social network, come ulteriore strumento per raggiungere anche chi più difficilmente si potrà incontrare fisicamente, credente e non credente. Nella totale libertà e riservatezza si potrà compilare il modulo, rispondendo sia a domande a risposta multipla, sia a domande a risposta aperta. Anche la segreteria del Sinodo dei vescovi ha pensato di lanciarne uno entro la prossima Pasqua, perché i giovani dei cinque continenti possano dire la propria. La proposta arriva da Papa Francesco che nel messaggio rivolto ai giovani, chiede loro di essere protagonisti, perché ciascuno possa esprimere liberamente cosa si attende dalla Chiesa, aiutandola nel suo discernimento pastorale. L’intento è che dall’ascolto si comprenda meglio la via per comunicare e trasmettere in modo efficace e profetico la fede in Cristo Gesù e tutti possano sperimentare la gioia del Vangelo.

 

Inutile ribadire quanto già sappiamo: molto dipenderà proprio dalla testimonianza dei credenti e dalla docilità all’azione dello Spirito Santo nel discernere i segni dei tempi. La santità credibile ed incarnata orienterà poi i passi successivi della proposta vocazionale e del relativo discernimento.

 

 
22May MISSIONE Giovani Estate... Balestrate

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