SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Gli articoli di questa rubrica sono pubblicati mensilmente
nella seconda pagina del periodico diocesano "Giorn8tto"



15March Ascoltare le ragioni di chi sta imparando a vivere “come se Dio non ci fosse”

Il prossimo Sinodo dei Vescovi 2018 dal titolo “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, è assai promettente per la vita della Chiesa, così come per la vita delle singole diocesi. Senza giri di parole, lo aveva già evidenziato nel 2010 il teologo Armando Matteo nel suo libro “La prima generazione incredula. Il difficile rapporto tra i giovani e la fede”, sottolineando come quello dei giovani e la relativa trasmissione della fede, è il tema che deciderà la “sopravvivenza” del cristianesimo, soprattutto nel contesto europeo, sempre più relativista e secolarizzato.

I lineamenta, elaborati dalla segreteria del Sinodo insieme ad un questionario, ed inviati a tutte le chiese locali, secondo il modello di consultazione universale già adottato per i due Sinodi sulla Famiglia, sembrano tenerne conto, soprattutto nella prima parte. Infatti, lì viene tratteggiata un’analisi del contesto storico e socio-antropologico delle nuove generazioni, che tuttavia, nonostante l’intento universale del documento preparatorio, risente fortemente di una prospettiva europocentrica, o almeno, occidentale.

A mio giudizio, una espressione del documento preparatorio risulta essere tra le sfide più decisive che il Sinodo e le singole chiese dovranno affrontare, quasi la cifra per cogliere con lungimiranza la necessità di una conversione pastorale: “i giovani non si pongono ‘contro’, ma stanno imparando a vivere ‘senza’ il Dio presentato dal Vangelo e ‘senza’ la Chiesa, salvo affidarsi a forme di religiosità e spiritualità alternative e poco istituzionalizzate o rifugiarsi in sette o esperienze religiose a forte matrice identitaria”.

Guardando indietro tutto ciò traduce quanto papa Benedetto XVI aveva già denunciato, capovolgendo il famoso assioma illuminista dell’etsi Deus non daretur, e sostenendo che “anche chi non riesce a trovare la via dell’accettazione di Dio dovrebbe comunque cercare di vivere e indirizzare la sua vita veluti si Deus daretur, come se Dio ci fosse”. La ‘scommessa’ di Pascal, infatti, sarebbe più plausibile e ragionevole del vivere “come se Dio non ci fosse”. Ancora una volta è proprio questa la sfida lanciata apertamente alla chiesa, in riferimento a chi non le riconosce più una autorità o un motivo di esistenza. Se ciò sia vero, relativamente ai nostri giovani – anche solo in parte – avremo la possibilità di sondarlo cogliendo l’occasione del Sinodo, che altrimenti si trasformerà in un mero esercizio di indagine sociologica.

Nella recente intervista rilasciata da Papa Francesco al giornale tedesco Die Zeit, il pontefice affronta anche il tema della crisi di vocazioni ed osserva che “è un problema grave ed enorme” e “la Chiesa dovrà risolverlo”. Infatti, dove non ci sono sacerdoti manca l’Eucaristia e “una Chiesa senza l’Eucaristia non ha la forza: la Chiesa fa l’Eucaristia ma l’Eucaristia fa la Chiesa”. E continua dicendo che “se mancano le vocazioni sacerdotali è perché manca la preghiera. Il Signore ha detto: pregate! Questo è quello che manca: la preghiera. E manca il lavoro con i giovani, che cercano orientamento”. È importante il lavoro con i giovani, ma non bisogna cadere nel proselitismo: è importante infatti anche una selezione, perché se non c’è una vera vocazione poi sarà il popolo a soffrire”.

In questa ottica si colloca l’iniziativa lanciata a livello nazionale dalla pastorale giovanile, di pensare ad un cammino sinodale in tre tappe. La parola d’ordine è Ascolto! Serve, anzi è urgente, mettersi in ascolto delle giovani generazioni, dei loro sogni e dubbi, del loro disagio e delle loro delusioni, fragilità e scoraggiamenti. L’ascolto, dunque, caratterizza la prima tappa, con un’attenzione particolare ai contesti sociali e territoriali in cui vivono i nostri giovani e ad una verifica delle prassi pastorali. Segue la seconda tappa, più marcatamente missionaria, con la presenza di una “tenda” da collocare nelle piazze, per andare incontro, dialogare, ascoltare i giovani. La terza tappa, infine, vede la proposta dei cammini o dei pellegrinaggi, per coinvolgere i giovani in un’esperienza che li metta in moto e che diventi parabola esistenziale del cammino della vita, da orientare verso una meta.

Come diocesi, la pastorale giovanile e quella vocazionale hanno approntato un questionario online, da far girare sui social network, come ulteriore strumento per raggiungere anche chi più difficilmente si potrà incontrare fisicamente, credente e non credente. Nella totale libertà e riservatezza si potrà compilare il modulo, rispondendo sia a domande a risposta multipla, sia a domande a risposta aperta. Anche la segreteria del Sinodo dei vescovi ha pensato di lanciarne uno entro la prossima Pasqua, perché i giovani dei cinque continenti possano dire la propria. La proposta arriva da Papa Francesco che nel messaggio rivolto ai giovani, chiede loro di essere protagonisti, perché ciascuno possa esprimere liberamente cosa si attende dalla Chiesa, aiutandola nel suo discernimento pastorale. L’intento è che dall’ascolto si comprenda meglio la via per comunicare e trasmettere in modo efficace e profetico la fede in Cristo Gesù e tutti possano sperimentare la gioia del Vangelo.

 

Inutile ribadire quanto già sappiamo: molto dipenderà proprio dalla testimonianza dei credenti e dalla docilità all’azione dello Spirito Santo nel discernere i segni dei tempi. La santità credibile ed incarnata orienterà poi i passi successivi della proposta vocazionale e del relativo discernimento.

 

 
22May MISSIONE Giovani Estate... Balestrate

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22May #TraVoltidAmore a TERRASINI

Nei giorni 23 e 24 aprile i giovani delle tre parrocchie terrasinesi hanno accolto l’invito da parte del Seminario di Monreale a diffondere per le strade di Terrasini il lieto annuncio del Vangelo. Missione apparentemente semplice che sin da subito ha rivelato invece una reale difficoltà: far risplendere il volto di Cristo in coloro che parlano di Lui alla gente… ecco la missione del cristiano: far passare attraverso i propri occhi non la propria luce, ma quella di Gesù per arrivare ai cuori di tutti coloro che il Signore ci pone davanti. Ebbene sì, abbiamo accolto con gioia la proposta e, sotto la giuda sapiente dei nostri cari seminaristi, abbiamo iniziato il percorso in preparazione alla missione. Primo ed unico obiettivo: lasciarci “travolgere” dalla preziosità della Missione per permettere a tanti giovani di venir “traVolti” dall’Amore di Dio. Sulle centinaia di bigliettini che sono stati distribuiti a chiunque si trovasse in Piazza, nel lungomare e per le vie di Terrasini, c’era un orario e un luogo e una semplice domanda che ha destato subito curiosità tra la gente: “Hai 5 minuti per te e per Dio?”. Una domanda semplice, la cui risposta però può cambiare la vita di chi la pronuncia!

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01December In Uscita! Seminario incontra... CAPACI. #TraVoltidAmore

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Nei giorni 21 e 22 novembre, Solennità di Cristo Re dell’Universo, la Comunità del Seminario Arcivescovile di Monreale ha dato inizio all’esperienza pastorale comunitaria “In uscita il seminario incontra”, che prevede la visita ad alcune comunità parrocchiali della nostra Chiesa diocesana.

Quest’anno l’itinerario attraverserà la zona marina, a partire da Capaci, per poi proseguire visitando le comunità di Isola delle Femmine, Carini, Cinisi, Terrasini e, infine, Balestrate.

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