SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE



05March Vestizione della talare di Gaspare Borsellino

Nella solennità di San Castrense, patrono principale della Città e dell’Arcidiocesi di Monreale, il seminarista Gaspare Borsellino, originario della parrocchia S. Martino in Corleone, ha indossato per la prima volta la veste talare. Nel cammino formativo in Seminario questa tappa precede i ministeri laicali del lettorato e dell’accolitato, ed è un segno visibile di una conformazione a Cristo, servo e buon Pastore, che chiede un progressivo e più deciso spogliamento di sé. Così, infatti, il Vescovo si è rivolto a Gaspare, benedicendo la cotta: “Il Signore ti spogli dell'uomo vecchio e delle sue opere e ti rivesta dell'uomo nuovo che è stato creato da Dio, secondo giustizia e santità vera”.

Appare insolita la data dell’11 febbraio per questo breve rito, poiché da antica tradizione si vuole scegliere la solennità dell’Immacolata, madre e regina degli apostoli, modello di chi si è lasciato rivestire da Dio e della sua grazia. Attendevamo quel giorno, ma il Covid ha stravolto i piani: nel mese di novembre Gaspare è risultato positivo ed è trascorso un mese prima di poter ottenere dall’ASP il certificato di fine isolamento.

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31January La fraternità e il gesto di Caino

“Il gesto di Caino rivela che la fratellanza non è mai – come del resto, il processo di filiazione – un evento di sangue”. Così si esprime lo psicoanalista Massimo Recalcati in uno dei suoi ultimi libri, dal significativo titolo “Il gesto di Caino” (Einaudi, 2020). L’esperienza della prima coppia di fratelli, di cui ci narra la Scrittura, diventa paradigmatica di una realtà costitutiva di ogni uomo: l’essere in relazione e il suo non potersi sottrarre all’alterità dell’Altro e del fratello. Per questo Dio chiede a Caino: “Dov’è Abele, tuo fratello?” (Gn 4,9), il cui sangue innocente grida al suo cospetto. Il rifiuto dell’alterità e l’odio fratricida si celano dietro la risposta: “Non lo so. Sono forse io il custode di mio fratello?”. La relazione con Dio, che Caino cercava in modo egoistico e narcisista, muore con la morte del fratello; eppure Dio non desidera la morte di Caino e con paternità gli rivolge la parola. L’esperienza dell’erranza raminga di Caino si trasformerà in un percorso di crescita e di rinascita, sebbene la terra continui ad essere ancora intrisa del sangue di suo fratello. Poteva evitarsi?

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