SEMINARIO ARCIVESCOVILE DI MONREALE

Tre seminaristi istituiti accoliti nelle parrocchie di origine

 

Nella Domenica in Albis o della Divina Misericordia, lo scorso 10 e 11 aprile, l’arcivescovo di Monreale mons. Michele Pennisi, ha conferito il Ministero dell’Accolitato a tre alunni del nostro Seminario nelle rispettive parrocchie di origine: Luca Capuano, nella Parrocchia “Santa Teresa di Lisieux” a Monreale; Savino D’Araio, nella Parrocchia “SS. Salvatore” a Partinico; Daniele Fiore, nella Parrocchia “Santa Maria la Reale” di Rocca-Monreale.

L’accolitato è il secondo ministero laicale dopo quello del lettorato, che nel cammino formativo in Seminario si colloca nella “tappa configuratrice”, prima dell’ammissione agli Ordini sacri del diaconato e del presbiterato.

 

Proprio in vista del servizio dei futuri presbiteri diocesani alla Chiesa particolare, il conferimento dell’accolitato è avvenuto nelle parrocchie di provenienza; ciò ha reso maggiormente consapevoli le comunità ad essere parte attiva nel cammino di discernimento e nella crescita vocazionale. Ogni vocazione, infatti, è accolta e si sviluppa all’interno di una comunità, per questo è necessaria una relazione tra il seminarista e la comunità stessa, cosicché la comunità intensificando la preghiera sostiene e contribuisce alla formazione umana e spirituale dei futuri pastori, inviati ad annunciare il Vangelo, fino agli estremi confini della terra.  

Come ha ricordato l’Arcivescovo durante la sua omelia, rivolgendosi ai tre candidati, l’accolito viene istituito per aiutare il diacono e il sacerdote nelle azioni liturgiche, soprattutto nella celebrazione della S. Messa. Ha anche sottolineato che un suo compito, in quanto ministro straordinario della comunione eucaristica, è quello di prendersi cura, con amore sincero, del corpo mistico di Cristo, soprattutto dei più deboli e degli infermi.

La celebrazione eucaristica, infatti, presuppone, oltre ad un impegno di donazione e di carità verso i fratelli, anche un atteggiamento di amore che si esprime nell’accoglienza, nella solidarietà e nella comunione con tutti, soprattutto con i più poveri e i più deboli. L’accolito, dunque, è invitato a vivere e a cercare di comprendere sempre più intensamente il sacrificio eucaristico per offrirsi “ogni giorno in Cristo come sacrificio spirituale gradito a Dio”. È una chiamata la sua che lo porta a vivere, sia nei momenti liturgici sia nei momenti concreti del suo quotidiano, il Cristo dell’altare e il Cristo che vive in ogni uomo, attuando il comandamento di Gesù dato agli apostoli di amarci gli uni gli altri, come lui ha amato noi.

Tutto il Seminario ha vissuto, quindi, un momento ministeriale davvero importante, che arricchisce l’intera comunità diocesana, grazie anche al coinvolgimento dei parroci e delle comunità parrocchiali che continuano a pregare affinché non venga mai meno la risposta di giovani, che aderiscano con cuore libero e sincero alla proposta di sequela del Signore Gesù. Ogni vocazione, infatti, come ricorda spesso Papa Francesco, “scaturisce dal cuore di Dio e germoglia nella terra buona del popolo fedele, nell’esperienza dell’amore fraterno”.

Vincenzo Elias Colletti

 

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